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Il
seguente testo è tratto dal libro di Vincenzo Mollica: "Le seduzioni
di Biancaneve" (Editori del Grifo - 1989) ed è un'amorosa lettera
aperta, scritta per la candida fanciulla dal più insospettato -
e al contempo il più focoso - dei suoi spasimanti: il piccolo Cucciolo.
Cara
Biancaneve, è bene confessare subito
che ho un debole per la vaniglia e le atmosfere vanigliose, che
riescono ancora a sedurmi per quella sfacciata tenerezza che ostentano
simpaticamente. Di queste atmosfere tu sei una diva imbattibile,
con quel faccino che evoca serenità domestiche, quel figurino così
gracile e aggraziato e quella vocina che tutti i farmacisti si sentirebbero
di consigliare come calmante. Dalle frammentarie notizie che ricevo
sul tuo conto, so che godi di buona salute e che te la spassi, in
quel radioso castello pieno di felicità, con quel tontolone del
principe azzurro che ancora ti accompagna e di cui non riusciamo
ancora a capire perché ti sia innamorata. Certo, lo prevedeva la
fiaba, ma fuori copione volendo si può andare. Tu, invece, hai scelto
la strada imbarazzante della perfezione, ben sapendo che nessuno
è perfetto anche nel mondo dei cartoni animati. Comunque ti tengo
sempre nel mio cuore e quando ripenso a quei tre bacini che mi hai
donato, in epoca ormai lontana, mi sciolgo come un cono gelato abbandonato
al proprio destino. Le tue seduzioni, così gentili e candide, solo
al ricordo, mi trapassano ancora, come accade ai bambini quando
trapassano con un dito una montagna di panna montata.

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