Questo
che vi presentiamo è un frammento di un approfondito articolo
su Zanardi, personaggio creato nel 1981 dalla mirabile matita di Andrea
Pazienza.
L'autore è Oscar Glioti,
che sta ultimando un libro dedicato all’intera opera di Paz, a tutta
la variegata galleria di personaggi scaturiti dalla sua matita. In
anteprima, ecco il capitolo dedicato "all'ignobile liceale dal
naso a becco, che da formidabile metafora di quel decennio degenerato
che sono stati gli anni ottanta si propone come maschera inquietante
e previdente emanazione del futuro che è qui", come ci
scrive nella sua mail.
L'intero articolo, è disponibile, da scaricare, in formato
.doc per PC e .mcw per Mac.
All'inizio
degli anni ottanta lo scenario economico e sociale attraversa una
fase di rapida trasformazione. In poco tempo aumentano le esportazioni,
cresce il fatturato, cominciano a circolare parole come ripresa,
crescita, sviluppo e la nave Italia torna a prendere il largo. Tornare
a respirare, accettare le nuove sfide della modernità e decretare
la fine di una condizione di insicurezza e minorità del paese,
così le televisioni ormai onnipresenti su tutto il territorio
nazionale.
L'apoteosi del mondiale di calcio in
Spagna sembra il segnale. E così è. Il trionfo del
made in Italy, la ritrovata grandeur, il consumismo sfrenato, un
senso come di euforia: la voglia di spassarsela, dopo tanto tribolare,
sembra prevalere in ogni dove. Sono gli anni della moda, di manager
rampanti e paninari, di lampade, lifting, vacanze di natale e tempi
delle mele. Riesumati telefoni bianchi e scintillanti telecomandi
neri, sempre puntati.
Gli anni di un edonismo sfacciato e aggressivo, ma gradevolissimo.
Dopo il gelo degli anni di piombo, godetevi il calduccio di questi
anni di merda, ha scritto Altan in una vignetta divenuta celeberrima.
Il mare di parole che aveva tempestato
i settanta si trasforma in una schiumetta saponosa che sciaborda
in stereofonia ormai ovunque, di niente.
Una belle epoque, insomma, in fremente attesa del suo fantasma.

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