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Gigi Proietti dirige
la trasposizione teatrale del film campione d'incassi "Full Monty",
in una versione tutta italiana del Musical che a Broadway sta sbancando
i botteghini.
Gigi Proietti tu sei il regista di "Full
Monty" a teatro, la storia di alcuni disoccupati che pur di
lavorare decidono di spogliarsi. Al cinema è stato un grande
successo.
Sì, è un film ma anche uno spettacolo ed il testo
teatrale rispetta la sceneggiatura cinematografica, anche se poi
la dilata con le musiche e i balletti.
La storia è positiva e rappresenta la voglia di vivere, oltre
a quella di risolvere i problemi legati alla perdita del posto di
lavoro. Quando una persona viene licenziata non "perde"
solo dal punto di vista economico, si tratta anche di una "perdita
di ruolo": non vanno più bene i rapporti con la
moglie e con gli amici.
Nello spettacolo nasce allora questa voglia di spogliarsi insieme,
idea che viene loro vedendo le proprie mogli che vanno a vedere
uno di quei gruppi di spogliarellisti che animano le serate per
sole donne.
Allora si dicono: "Perché noi no?"
"Più che altro perché noi facciamo schifo!"
"Però siamo normali
"
E ci provano, questa è l'idea. Sono contento di averla raccontata
perché, spesso, tutti i problemi di rapporti familiari vengono
rappresentati in famiglie borghesi; questa volta raccontiamo i problemi
di una classe che, di solito, si ritiene non abbia questo tipo di
problemi.
Con questo spettacolo qual è il tuo
divertimento più grande?
Sono tanti, uno è quello di essere
tornato qui al Teatro Brancaccio (dove vent'anni fa realizzai la
prima scuola) ed avere in compagnia tre o quattro attori del "Laboratorio",
compresi i due protagonisti: Giampiero Ingrassia e Rodolfo Laganá
.
Secondo: finalmente fare un vero Musical, perché tu sai che
a teatro ho sempre utilizzato moltissimo la musica ma un vero Musical
(senza considerare "Stanno suonando la nostra canzone"
) non lo avevo mai fatto.
Inoltre questo Musical č in scena a Broadway proprio in questo momento;
si tratta quindi di uno spettacolo nuovo, attuale e con dei temi
"robusti". Ma il vero divertimento č vedere Laganá "con
la panza de fori"…
Non ti è mai venuta la tentazione di
salire sul palcoscenico e di essere anche tu uno di loro?
Sì, ma ho sempre finto di avere il raffreddore
Uno dei problemi che si rappresentano nella commedia lo stanno vivendo
anche gli attori, perché loro hanno lo stesso pudore dei
personaggi. Questo è un gioco notevole che si ripresenta
anche durante le prove
Ma il "lavoro" non è solo lo spogliarello,
che in effetti occupa solo gli ultimi due minuti dello spettacolo.
È tutta la preparazione che comporta una serie di ragionamenti:
i ripensamenti, i problemi, le mogli, i figli, gli innamoramenti,
le inimicizie di quando si lavorava
Insomma è una bella "roba"!
Senti Gigi, visto il periodo che stiamo vivendo,
qual è il messaggio che vorresti arrivasse alla gente?
Il fatto di esserci e di fare le proprie
scelte, sempre, se possibile. E secondo me è sempre possibile,
anche in un momento come quello che stiamo vivendo; sarebbe terribile
se tutto quello che sta accadendo attorno a noi costituisse l'alibi
per immobilizzarci. Questo spettacolo vuole dire un po' anche questo.
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