Roberto Benigni

Il grande maestro italiano in una lunga intervista del 1987 raccontava Walt Disney, come artista e come uomo, analizzando i suoi film piu' celebri.


«Disney si colloca là dove si collocano il senso delle stagioni… Chaplin, il Natale, la neve: qualche cosa di non giudicabile, accettato come qualcosa che è appartenuto all'infanzia e alla prima adolescenza».




«…C'era puntualmente in tutti i suoi film un aspetto inquietante da fiaba gotica … In Biancaneve le parti che mi sembrano più belle e più riuscite sono proprio quelle che riguardano questa sua capacità di evocare - sempre con lo stesso segno così curvilineo, avvolgente, morbido e soffice - atmosfere lugubri, quasi da film dell'orrore».



«Disney ha proprio questa straordinaria capacità di grande autore popolare: di identificarsi e di aderire a quei valori in cui si identificava la maggior parte del pubblico americano. E il mito americano è basato su questo inguaribile ottimismo.»
«I suoi personaggi facevano parte di quello straordinario, intelligente e suggestivo 'Ufficio stampa' con cui l'America ha sempre gestito il ritratto di sé stessa».




«Era proprio simpatico, un poeta e un artista, che univa però ( beato lui) il senso degli affari»
«A Disneyland ci venne a prendere capeggiando, con una gran mazza, una banda che suonava proprio il motivo di Gelsomina da "La strada"… e ci guidò attraverso il suo regno».