Gianni Morandi ricorda quando, nel 1966, il cantautore toscano Mauro Lusini gli offrì di cantare "C'era un ragazzo che come me, amava i Beatles e i Rolling Stones".

Cosa accadde quando cantasti 'C'era un ragazzo che, come me, amava i Beatles e i Rolling Stones'?
In quel periodo io cantavo delle canzoni molto melodiche e tradizionali, come La fisarmonica, In ginocchio da te, Non son degno di Te, Se non avessi più te…Arrivò questo ragazzo da Siena, Mauro Lusini, con questo brano cantato in un inglese un po' maccheronico.

Franco Migliacci, nel giro di dieci minuti, in maniera molto rilassata e sentita, scrisse questo testo. Eravamo in piena guerra del Vietnam e lui la scrisse così come gli venne, non cambiò, credo, nemmeno una parola. Poi me la fecero sentire... Io mi innamorai disperatamente della canzone e decisi, io per la prima volta, che volevo farla (fino ad allora era Franco che decideva). Lottai moltissimo e un po' anche contro la discografia, che non voleva sentirmi cantare canzoni di protesta, e poi contro la censura della RAI, perché la canzone diceva "…adesso è morto nel Vietnam". La canzone andò in onda un po' di volte alla radio ma, per le esibizioni alla televisione, fummo costretti a sostituire il Vietnam con rattattatta.

La canzone è del 1966 ed è straordinaria. All'inizio la gente non l'accetto molto bene, ma poi finì per diventare molto importante per me e anche per quell'epoca, perché divenne un inno di pace per i giovani del 1968.
Joan Baez la cantò nei suoi concerti e perfino all'isola di Wight.

E quando la canti oggi?
È sempre una grandissima emozione. Io non la canto mai come una routine, di solito basta che la accenni con la chitarra… poi non riesco mai a cantarla da solo, perché mi accompagna tutto il pubblico.







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