M. Qual è la canzone che canterai quella sera e che ti toccherà di più?

Z. Sono tanti i brani che qui dentro (nello stadio) risuonano in maniera molto forte, in profondità.

M. Ma la chiamata all'appello su quale canzone avviene?

Z. Saranno tutte chiamate, saranno 23/24 brani e ognuno di loro avrà la responsabilità di richiamare alla memoria quello che siamo stati e il percorso di un artista. Il passaggio di vita di questa gente, di quelli che verranno, perché attraverso una canzone si riscoprirà la data di nascita di un nostro bambino, il giorno di un matrimonio, la festività di un diploma o di una laurea. Sarà un calendario di 25 canzoni, che produrrà proprio questo effetto, spero, di fare questo viaggio, questo percorso a ritroso, e di ritrovare l'entusiasmo per una pagina nuova, di una nuova partitura per domani. Perché mi aspetto che questo non sia il traguardo ultimo per un artista, ma la partenza per poter raccontare di più con ancora più forza ed incisività.

M. Nuova vita, nuove storie di Renato Zero.

Z. Certo.

M. Renato che esperienze di calciatore hai?

Z. La mia vita da calciatore è durata un soffio. Una volta a qualcuno venne l'idea di farmi mettere in porta, mi arrivò una pallonata in piena faccia e cominciai a vedere le stelle. Da quel momento ho cominciato a truccarmi, ho scritto il triangolo... non so se devo dare beneficio a questo incidente oppure...

M. Una pallonata ti ha cambiato la vita.

Z. Mi ha cambiato la vita. E non solo a me, a bel po' di gente a causa mia!